Sintesi dei problemi

Gruppo QBell. Breve sintesi sugli eventi che mi hanno coinvolto.

La società fallita, giusto per dare riscontro dimensionale alla società stessa, risultava, nell’anno 2012, il 4° produttore per quote di mercato in Italia (superando molti altri nomi blasonati come Sharp, Sony, Toshiba ecc. vedi allegato grafico GFK del 2013), sponsor ufficiale di maglia dell’Udinese Calcio, unico produttore al mondo, non americano, che fosse riuscito ad ottenere l’omologazione direttamente da Apple (accordo personalmente firmato presso Cork-Irlanda, head quarter Europa di Apple) sui propri prodotti la quale poi li rivendeva, tramite il suo sito Apple Store, …..iPack, iRack, iBox ecc.

Grafico GFK del 2013
Headquarter (showroom)

Proprio il 2013 sembrava l’anno (nonostante la crisi che ci attanagliava) di consolidamento delle posizioni acquisite. Ormai le quantità prodotte e vendute in Italia raggiungevano le cinquecentomila unità per un fatturato previsto per il 2013 di circa 115 mil. di euro e avevamo picchi di personale, a cui davamo lavoro, di circa 200 persone.

Il governo italiano (trattativa iniziata già nella metà del 2012 tramite il MISE) ci contattò sollecitando e proponendoci una serie di soluzioni al fine di poter risanare alcune gravi vertenze che in parti d’Italia stavano diventando particolarmente critiche.

Ci è stata proposta la vertenza “ex-Miroglio di Ginosa”. La soluzione sembrava particolarmente vantaggiosa dal momento che avrebbe risolto la nostra situazione (relativa al nostro bisogno di forza lavoro) e contestualmente avremmo effettuato una vera e propria riconversione industriale del sito.

L’accordo prevedeva il trasferimento dello stabilimento industriale, di circa 150.000 mq (vedi foto), al valore simbolico di 1€ e sgravi fiscali sui lavoratori per i successivi 3 anni.

Stabilimento QBell di Ginosa.
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Verbale Riunione Miroglio (Clicca per ingrandire)

Abbiamo definito l’accordo con il quale ci impegnavamo, a fronte di una serie ulteriori di agevolazioni oltre quelle già esposte sopra, a riconvertire l’area di Ginosa (fabbrica ex-Miroglio) ed assumere circa 100 lavoratori tramite una new-co controllata da QBell.

L’accordo viene firmato l‘8 di aprile 2013 (dopo aver già sottoscritto il verbale di riunione siglato il 27/03/2013) in presenza del ministro delle attività produttive, Vendola (Presidente Regione Puglia), Leo Caroli (Assessore al Lavoro regione Puglia), Dott. Castano (Ministero Attività Produttive) ed altre personalità (allegati i vari documenti).

Il 19 aprile 2013 (circa 10 giorni dopo la sottoscrizione dell’accordo) abbiamo una ispezione, in grande stile, della GDF. Inutile dire che il controllo era stato programmato per “colpire” politicamente il presidente Vendola (lo abbiamo ormai ampiamente appurato e sarà argomento di attività legale alla fine di questa vicenda che mi vede coinvolto).

Il resto è routine… ipotesi di evasione fiscale, per oltre 170 milioni di euro, perpetrato tramite l’utilizzo di fatture false, 2 avvisi di garanzia al sottoscritto ed entrambi relativi a 2 ipotesi di frode fiscale tramite fatture false su anni diversi.

Effetto domino sui clienti, sulle banche ecc. e conseguente fallimento della società che avviene il 25 novembre 2013.

I militari, tramite il pubblico ministero, più volte tenta, prima del fallimento, di incriminarmi generando due richieste di rinvio a giudizio.

La prima richiesta viene proposta per ben due volte e per ben due volte e due diversi GIP archiviano la posizione in quanto non vi era assolutamente nulla di nulla.

Email Archiviazione Studio Legale Ponti

Il primo filone, relativo ad uno degli avvisi di garanzia consegnatomi, ha visto il processo penale più veloce della nostra repubblica (ritengo di poterlo affermare senza tema di smentita): la prima udienza il 14 febbraio 2014 e l’ultima l’11 luglio 2014.

L’11 luglio 2014 si è infatti concluso il primo processo con la mia assoluzione e con la seguente motivazione: il fatto non sussiste.

Sentenza nr.1477-2014 Final(Macripo-ElyQ)_Pagina_1
Sentenza nr.1477-2014 Final(Macripo-ElyQ)_Pagina_2
Messaggero Veneto(12-07-2014)

Tale sentenza è avvenuta in tempi così rapidi semplicemente perché erano clamorosamente false le ipotesi costruite dalla GDF.

Il secondo procedimento, a distanza di oltre sei anni dal fallimento, non ha ancora visto l’inizio e non si è ancora svolta neppure la prima udienza e comunque mi vede ancora più sereno in quanto, appena avrò modo di difendermi, potrò dimostrare, ancora una volta, che le ricostruzioni della GDF erano clamorosamente fantasiose e false.

In allegato vari documenti che permetteranno, in maniera oggettiva e tangibile, una migliore ricostruzione di quanto verbalizzato.

Non ho mai avuto, ad ulteriore riprova, nessuna restrizione, nessun sequestro conservativo e nessuna restrizione finanziaria (ho sempre mantenuto le mie carte di credito, i miei conti correnti e i miei fidi bancari), così come non ho avuto neppure una e-mail da parte del curatore che mi contestava qualcosa e tanto meno azioni di natura giuridica.

La relazione del curatore non ha mai evidenziato assolutamente nulla che poteva far pensare ad operazioni illecite e proprio la relazione sarà uno degli strumenti che i miei legali useranno per la mia difesa.

A breve sarà disponibile online la ricostruzione completa dei fatti.