La mia storia
Io, Giuliano Macripò, racconterò la storia di un imprenditore che ha rappresentato un gruppo industriale di enorme rilievo nel panorama italiano. Questo gruppo, il quarto produttore in Italia per quote di mercato nel 2012, non solo era un punto di riferimento nel settore, ma anche un simbolo di successo e visibilità, grazie al ruolo di sponsor dell’Udinese Calcio in Serie A, della Superbike, del compianto Marco Simoncelli e molto altro ancora. Giuliano Macripò era una figura ben nota, e proprio questa popolarità gli si è rivoltata contro quando, nel 2013, iniziarono i problemi giudiziari.

Il gruppo era composto da diverse società che operavano in vari settori tecnologici all’avanguardia, e i progetti menzionati sono solo alcuni esempi delle numerose innovazioni sviluppate nel corso degli anni. ElyQ, una delle società del gruppo, aveva sviluppato nel 2005 il primo drone multipale al mondo, anticipando di quasi quindici anni l’evoluzione del mercato dei droni. Questo drone, dotato di un sistema di controllo inerziale delle masse, venne realizzato in collaborazione con l’Università di Udine, sotto la supervisione del professor Affanni. Sempre in collaborazione con l’Università di Udine e tramite la controllata PowerQ, il gruppo sviluppò un rivoluzionario inverter per pannelli fotovoltaici, che rappresentava un significativo passo avanti nella gestione dell’energia solare.
Il gruppo si distingueva anche con QBell, che aveva ricevuto diversi riconoscimenti internazionali. Nel 2010, QBell vinse il “Best of the Show” alla fiera di Hong Kong, un traguardo che testimoniava l’eccellenza tecnologica dei suoi prodotti. “Nel 2007 e nel 2008, PowerQ fu premiata per due anni consecutivi al Mac World di Parigi per i suoi UPS rivoluzionari, considerati i migliori della manifestazione e selezionati per il premio “Best of the Show”. QBell era divenuta fornitore ufficiale di molti importanti player, tra cui Poste Italiane e Lottomatica. In particolare, fornì circa 60.000 televisori da 32 pollici collegati a un PC proprietario e personalizzato per la gestione del gioco “10 e lotto”, che vennero installati in tutta Italia nelle tabaccherie che gestivano il gioco per Lottomatica.
Questi sono solo alcuni dei numerosi successi e riconoscimenti che il gruppo ottenne, dimostrando una capacità innovativa e una leadership tecnologica unica nel suo genere. L’intero gruppo rappresentava un esempio di eccellenza italiana, capace di competere su scala internazionale con prodotti e soluzioni innovative.
Verso la fine del 2012, il governo contattò QBell per proporre la riconversione industriale di un sito a Ginosa, nell’ambito dell’ex vertenza Miroglio. Questo progetto ambizioso fu portato avanti attraverso la sezione del MISE che gestisce le crisi aziendali di rilevanza nazionale. Il 27 marzo 2013 fu firmato il preaccordo, un passo fondamentale che anticipò la firma definitiva dell’8 aprile 2013. Alla firma finale erano presenti figure istituzionali di grande rilievo, come l’allora presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e l’assessore Leo Caroli, insieme ai sindacati e alla Presidenza del Consiglio, a testimoniare l’importanza strategica del progetto per l’economia regionale. La proposta, sostenuta dal governo e coordinata dal dottor Castano della Presidenza del Consiglio dei ministri, fu accettata da Giuliano nel marzo 2013, con la supervisione delle istituzioni locali, tra cui il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. Sette giorni dopo la firma definitiva dell’accordo, la Guardia di Finanza effettuò un’incursione massiccia nei principali stabilimenti del gruppo, sequestrando documenti e bloccando ogni attività.
Le accuse ipotizzate erano gravi: evasione fiscale per 170 milioni di euro, false fatturazioni, ricorso abusivo al credito, e altro ancora. Gli avvisi di garanzia vennero divulgati ai media prima ancora di essere notificati ufficialmente a Giuliano. Questo, come naturale conseguenza, allarmò le banche, che sospesero i fidi del gruppo (pari a circa 60 milioni di euro), e causò la disdetta di numerosi ordini da parte dei clienti. In pochissimo tempo, il gruppo, che non aveva problemi di gestione o operatività, si trovò senza liquidità e fu costretto a dichiarare fallimento.
Ciò che occorre chiarire è che il fallimento del gruppo non fu causato da problematiche operative o da inefficienze interne, ma fu la conseguenza diretta di una gestione imprudente delle indagini e della diffusione prematura delle informazioni da parte della Guardia di Finanza e della procura. Il disastroso impatto mediatico e la perdita di fiducia da parte degli istituti bancari e dei clienti portarono il gruppo al collasso, privando quasi duecento famiglie del loro lavoro.
In seguito, la vicenda giudiziaria si sviluppò rapidamente. Già prima del fallimento del gruppo QBell, la Guardia di Finanza aveva avviato un’inchiesta su ElyQ Spa, società partecipata al 25% da Friulia, la finanziaria regionale, con accuse di evasione fiscale milionaria. Il processo si concluse in tempi estremamente rapidi, con Giuliano Macripò assolto in sole tre udienze, poiché ‘il fatto non sussisteva’. La rapidità nel dimostrare l’innocenza fu dovuta alla natura clamorosamente infondata delle accuse. Questo rappresentò il preludio a una battaglia legale più complessa, culminata con la sentenza di primo grado dell’8 febbraio 2022.
La sentenza di 1° grado ha assorbito 28 capi d’imputazione per reati finanziari e bancarotta fraudolenta. La stragrande maggioranza delle accuse è stata archiviata con formula piena: Giuliano è stato assolto per tutti i reati fiscali, per le operazioni distrattive, per il ricorso abusivo al credito e per le false comunicazioni sociali, reati che potremmo definire ‘etici’, con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Il Gruppo
- FinBell Srl, finanziaria di famiglia che deteneva il 82,5% delle azioni del gruppo.
- Elcoma Srl, partecipante del gruppo con il 17,5% e con socio il presidente del secondo industriale cinese nella produzione di pannelli LCD.
- QBell Technology Spa, società produttrice di monitor LCD (per PC, Industriali e video security) e TV LCD.
- ElyQ Spa, società del gruppo produttrice di droni e elicotteri. Il 75% era detenuto dalla società QBell e il 25% da Friulia Spa (banca finanziaria regionale). Questa società ha sviluppato il primo drone multi-pala al mondo (2002… 2003) e ha sviluppato, in collaborazione con l’università di Udine nella persona del prof. Affanni, un sofisticato sistema per il controllo inerziale delle masse usato, poi, nei sistemi prodotti e progettati dalla società. Era presente in oltre 15 nazioni.
- PowerQ Srl, società controllata al 100% dal gruppo. Produceva UPS, Inverter e Inverter per pannelli solari. Anche questa società aveva realizzato un innovativo inverter per pannelli solari co-sviluppato con l’università di Udine nella persona del prof. Roberto Petrella.
